Internet, web 2.0 e malati cronici: i risultati di un’indagine

Le persone che soffrono di patologie croniche hanno meno possibilità di collegarsi a Internet rispetto ad altre persone, ma quando sono online sono più propensi, rispetto agli altri, ad utilizzare i blog e altri strumenti partecipativi disponibili in rete attraverso i quali discutere dei propri problemi di salute. E' questo un dei principali risultati a cui è giunta l'ultima indagine condotta da Pew Internet and American Life Project (1) e pubblicata nei giorni scorsi.

Lo studio, condotto alla fine del 2008 su 2253 cittadini adulti americani si è posto le seguenti domande:

  • Esistono dei fattori che impediscono l'accesso a Internet da parte dei malati cronici rispetto ad altri malati o a alle persone sane?
  • I pazienti cronici, una volta entrati in rete, quali servizi usano rispetto ai cittadini sani e ai malati non cronici?
  • E quale impatto hanno gli strumenti collaborativi del web 2.0 (tra cui blog, social network e forum) su questa categoria di pazienti?

L'indagine ha evidenziato che ha accesso a Internet l'81% degli adulti che dichiarano di non soffrire di patologie croniche rispetto al 62% dei pazienti che soffrono di almeno una malattia cronica (quelle prese in esame dai ricercatori sono state l'ipertensione, le malattie respiratorie, le malattie cardiovascolari, il diabete e le patologie oncologiche). Inoltre, maggiore è il numero di malattie croniche di cui un paziente soffre, minore è la sua propensione a usare il web (68% dei pazienti con una sola malattia rispetto al 52% dei pazienti con due o più malattie). Tale differenza rimane anche quando il confronto è "pesato" per eventuali fattori confondenti (i malati cronici tendono infatti ad essere più anziani, con una bassa scolarizzazione e con un reddito ridotto rispetto ai sani e ai malati non cronici) a testimonianza del fatto che l'essere un paziente cronico è di per sé un fattore indipendente associato negativamente alla possibilità di accedere a Internet.

Una volta online, l'attitudine a ricercare informazioni sanitarie sul web non risulta comunque essere modificata dal fatto di soffrire o meno di malattie croniche. Sebbene in valore assoluto tale consuetudine sia più frequente tra le persone che non soffrono di malattie croniche rispetto a chi invece ne soffre (66% verso 51%), in rapporto al numero di persone che, nei due gruppi, hanno accesso a Internet le percentuali sono sostanzialmente sovrapponibili (81% rispetto a 82%). Nessuna differenza è stata inoltre osservata nei due gruppi prendendo in esame la tipologia di informazioni ricercate, che nell'ordine sono state quelle relative a una specifica malattia (65% verso 69%), quelle riguardanti una specifica terapia o una procedura non farmacologica (54% verso 55%) quelle relative all'esercizio fisico (54% verso 50%), quelle riguardanti gli ospedali e altri servizi sanitari (38% verso 37%), fino ad arrivare a quelle relative a farmaci sperimentali (19% verso 22%). Una sola differenza è stata riscontrata nella frequenza con la quale sono ricercate informazioni che riguardano medici e operatori sanitari in genere, con un preferenza per questa pratica da parte dei pazienti senza malattie croniche (48% verso 42%, p<0.05). Questa maggiore "fiducia" verso la classe medica da parte dei malati cronici è peraltro dimostrata dal maggiore ricorso verso questa categoria di operatori sanitari come fonte primaria per ottenere informazioni mediche riguardanti la propria salute (si rivolgono a loro il 93% dei malati cronici rispetto all'83% dei malati non cronici). L'indagine ha consentito tuttavia di dimostrare che i malati cronici partecipano più attivamente ai blog e ai forum attraverso i quali essi condividono e discutono i propri problemi sanitari con altri pazienti (il 20% dei malati intervistati segue questa modalità di aggiornamento). Vivere con una malattia cronica è inoltre risultato associato a una maggiore fruizione di contenuti generati da altri utenti come i commenti pubblicati sui blog, le recensioni di ospedali e medici pubblicati sui servizi di rating, e i podcast (il 57% dei pazienti risulta essere coinvolto in almeno una di queste attività).

Una dimostrazione ulteriore che gli strumenti collaborativi di Internet e quelli forniti dal web 2.0 possono fornire uno mezzo per rimanere "collegati" (oltre ai propri "pari") con il mondo, soprattutto quando la malattia, oltre a essere cronica, costringe il paziente in casa (2).

Bibliografia
Fox S, Purcell K. Chronic Disease and the Internet. Pew Internet & American Life Project, 24 marzo 2010. URL: http://pewinternet.org/Reports/2010/Chronic-Disease.aspx (accesso verificato il 26 aprile 2010).
Santoro E. Web 2.0 e medicina. Come social network, podcast, wiki e blog trasformano la comunicazione, l'assistenza e la formazione in sanità". Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 2009. URL: http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.asp?idproduct=349

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica
Dipartimento di Epidemiologia
eugenio.santoro@marionegri.it

Inserito da Eugenio Santoro il Mer, 28/04/2010 - 18:56

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