La longevità? Si impara a scuola

Fonte
BMJ Medical Milestones

Il British Medical Journal ha lanciato un sondaggio fra i lettori da cui emerge ciò che la gente considera le pietre miliari della medicina: scoperte, intuizioni, invenzioni che hanno determinato il progresso della pratica clinica con ricadute positive sulla salute dell’uomo.
Eccole:

  • anestesia
  • antibiotici
  • clorpromaziana (farmaco per i disturbi mentali)
  • computer
  • struttura del DNA
  • medicina basata sulle prove
  • scoperta dei batteri
  • immunologia
  • diagnostica per immagini
  • terapia reidratante orale
  • pillola contraccettiva
  • rischi legati al fumo
  • coltura in vitro dei tessuti
  • vaccini
  • igiene pubblica

Non c’è che dire, grandi progressi. Ma c’è un assente ingiustificato, un determinante ancora più forte della salute: la scolarizzazione.

Si potrebbe obiettare: “Hai voglia a dire che l’istruzione conta per vivere più a lungo: se la possono permettere i ricchi che già hanno una aspettativa di vita più lunga!”.
Però Adriana Llera-Munas, studentessa universitaria (ironia della sorte), si è messa di buzzo buono per trovare risposte a questa obiezione: per la sua tesi di laurea è andata a spulciare negli archivi di diversi paesi le norme sull’obbligatorietà scolastica sovrapponendo la variazione nel tempo dell’aspettativa di vita per le relative popolazioni.

Risultato? Eccolo


Didascalia: sull'asse orizzontale gli anni di scuola dell'obbligo, sull'asse verticale l'aspettativa di vita. Ogni pallino rappresenta una nazione. La lineetta evidenziata in nero è il progresso in longevità fatto dall'Italia all'aumentare degli anni di scuola dell'obbligo.

Da quando ogni singolo paese ha innalzato l’età della scuola dell’obbligo di pari passo si è elevata l’aspettativa di vita.
Sembra addirittura che per ogni anno di scuola in più si guadagna un anno e mezzo di vita.

I pierini hanno poco da storcere il naso: l’istruzione rende in salute più che qualsiasi investimento economico destinato al sistema sanitario; più di qualsiasi avanzamento tecnologico e persino più dell’adozione di stili di vita salutare.

Come è possibile?

Non è certo la prosa di Pirandello che da sola salva la vita.
La spiegazione sta qui: tutti sanno che il fumo fa male, ma è noto che chi ha studiato meno ci casca lo stesso. I più istruiti riescono meglio a guardare oltre il piacere immediato per godere di un guadagno futuro; hanno un maggior controllo sul proprio destino e partecipano alle scelte collettive senza avere l’impressione di subirle.

Al contrario, l’individuo che ha l’impressione che le decisione gli caschino in testa senza che possa fare nulla o senza capirne il senso (tecnicamente i sociologi parlano di “uomo eterodiretto”), vive peggio: il rimedio è andare a scuola. I pierini ne soffriranno un po’ ma poi guadagneranno salute.

In fondo niente di nuovo: è solo la vecchia storia della formica e della cicala.

Sergio Cima, Roberto Satolli

Inserito da redazione il Lun, 15/01/2007 - 01:00

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