Psicologia cognitiva vs psicanalisiPremiato l’inventore della terapia cognitiva, che negli anni 60 causò un terremoto nelle «terapie della parola», fino ad allora territorio dominato dalla psicanalisi. Aaron Beck ha ricevuto il premio Lasker, il più importante riconoscimento attribuito alle discipline mediche negli Stati Uniti. Il motivo: Beck e i suoi studenti hanno mostrato nel tempo che la terapia cognitiva è in grado di migliorare in pochi incontri disturbi della psiche anche gravi. In cosa consiste: è una tecnica grazie a cui i pazienti imparano disinnescare i pensieri autodistruttivi. Insomma a cavarsela da sé. Il terremoto provocato nelle terapie tradizionali è stato determinato dal paradigma di efficacia Da dove viene questa differenza radicale?
Per questo un esperimento di terapia cognitiva è ben interpretabile dal moderno procedere scientifico. E le altre cure, che fine fanno? Usando una metafora riuscita possiamo dire che l’uomo, essere limitato che non riesce a toccare con mano la verità, può conoscere la realtà solo tastandola con un bastone. Il bastone però deve essere particolare. Se troppo molle non coglie la forma dell’oggetto; ma se troppo duro l’uomo finisce per trasferire la sua forma sull’oggetto studiato piuttosto che ricavarne conoscenza. La psicoanalisi però è in ottima compagnia. Infatti non è l’unica cura a essere difficilmente incasellata nei rigidi parametri della medicina basata sulle prove. Chi vuole dimostrare l’efficacia preventiva o curativa di una dieta incontra le stesse difficoltà (vedi la rubrica Dieta, addizione vitaminica e prevenzione del cancro): la ricerca che volesse provare scientificamente l’efficacia di una dieta dovrebbe durare molto a lungo, coinvolgere molte persone, e superare le difficoltà di adesione (è certo più facile convincere una persona ad prendere un farmaco piuttosto che rinunciare a qualcosa). E’ possibile quindi che alcune possibilità terapeutiche siano invisibili agli occhi della medicina basata sulle prove . In questo caso, per esempio, ha fatto emergere un dato rilevante: i farmaci non sono l’unica via terapeutica.
Tutti campi in cui però la terapia farmacologia continua ad andare per la maggiore, senza troppe ragioni. La terapia cognitiva, pur avendo in Beck il suo padre nobile, pare essere nata orfana. Sergio Cima, Roberto Satolli
Inserito da redazione il Lun, 31/07/2006 - 00:00
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